Chi sono

Utente: hellman
Nome: Francesco
Mi definisco Hellman semplicemente perchè il vero inferno è il mondo in cui viviamo, e questo fa di me e di voi uomini dell'inferno...

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visited *loading* times
lunedì, 02 novembre 2009

E dunque... Siamo già arrivti ad Halloween, segno che i giorni si susseguono, che il tempo scorre... Sono passate poco più di due settimane ormai, poche in confronto a quelle che ancora rimangono...
Sono venuti i cugini dal belgio per passare halloween con noi, ma la sera del 31 io sono rimasto a casa. Lei comincia a deprimersi seriamente, ha rifiutato tutti gli inviti e ha deciso di restare a casa, non se la sentiva. Gli ho detto e ridetto che doveva uscire, perchè più di ogni altra cosa ha bisogno di distrarsi, divertirsi... Ma niente, le ho fatto anche il ricatto morale che se lei non fosse uscita non l'avrei fatto neanch'io e si sarebbe sentita in colpa per avermi fatto rinunciare alla sera di halloween, soprattutto sapendo che non ho amici e che non esco mai e che questa poteva essere l'unica occasione che avevo per farlo. E infatti ha funzionato, l'ho convinta ad uscire almeno con le sue compagne che avevano in programma pizza e cinema ma all'ultimo momento per mancanza di organizzazione la cosa è saltata ed è rimasta a casa per forza, e così anch'io. Abbiamo parlato tutta la sera al telefono, in un certo senso è come se avessimo passato la serata insieme... Comunque non è che mi cambiava molto stare a casa, lo faccio tutti gli anni quindi... Ma va beh cambiamo discorso...
Sesso... Ha deciso che vuole farlo, e dunque è deciso, a natale, se tutto va bene e riesco a scendere di nuovo, lo faremo. Ci ha pensato tanto, ne è sicura e quindi io l'accontenterò.
postato da: hellman alle ore 14:09 | link | commenti (1)
categorie:
mercoledì, 28 ottobre 2009

Sesso...

é già passata una settimana dal mio ritorno. Lei mi manca ma non è così dura come l'ultima volta... Ho iniziato questo benedetto anno integrativo, un corso pomeridiano di 3 ore che mi servirà ad ottenere il diploma quinquennale e a prendere tempo per decidere dove andare a finire dopo... Questa prima settimana è stata leggera, abbiamo 5 materie, matematica, lettere, filosofia, biologia e inglese... I miei compagni dicono che sono molto più aperto rispetto a prima, tutto grazie all'esperienza vissuta quest'estate ovviamente...
Con Lei abbiamo trattato spesso l'argomento sesso. Entrambi lo vogliamo fare si, ma per via dei miei principi morali, ovvero non sono daccordo che una ragazzina di appena 15 anni dovrebbe già fare sesso, non l'abbiamo fatto. Solo che... Mi veniva da pensare che non sarei riuscito però a trattenermi fino all'estate prossima, e che forse potevamo farlo a natale, quando probabilmente tornerò da Lei... Poi ho pensato, mancano 2 mesi a natale. A che è servito trattenermi per tutto questo mese passato solo con Lei in una casa vuota se poi lo facciamo tra neanche 2 mesi? Mando a puttane tutti i sacrifici che ho fatto! Non è che cresce di molto in due mesi, anzi... e dunque ho pensato, ma si, l'estate prossima è perfetta, lei avrà quasi 16 anni e mi va bene!
Ma ecco che a un certo punto realizzo una cosa. Mi sento proprio uno stronzo. Ma chi cazzo sono io per dire a Lei che non ha l'età? Chi sono io per prendere questa decisione per lei? Non sono mica suo padre che le vieta di farlo prima del matrimonio!! Tanto per fare un esempio... Comunque mi sono reso conto solo adesso che io non posso imporgli i tempi che penso siano più giusti per lei, ma che dovrebbe farlo Lei per se stessa. Così gli ho detto che ho sbagliato a decidere per tutti e due di non farlo perchè Lei è troppo piccola. Le ho detto che deve saperlo Lei, che quando sarà pronta dovrà dirmelo e io rispetterò la sua decisione, quendo lei si sentirà sicura di poterlo fare, quando si sentirà matura e responsabile per farlo, dovrà solo dirmi "sono pronta" e io mi fiderò di Lei e lo faremo.
postato da: hellman alle ore 00:41 | link | commenti (1)
categorie:
domenica, 18 ottobre 2009

Di nuovo qui...

Eh che dire, rieccomi qua. Ho voluto fare sta cosa e per bacco l'ho fatta.
Non pensavo fosse possibile, e se lo era non mi sentivo in grado di sopravvivere, ma ho creduto in me per la prima volta nella mia vita. Ho lottato per avere quello che volevo e non ho avuto paura di affrontarlo una volta ottenutolo. E il risultato è che sono felice. Felice di averci provato, felice perchè è satato bello...
Prima di partire mi sono tagliato i capelli, eh si, non sono più un capellone mi spiace, ma sinceramente, mi sento meglio così adesso. Il 18 settembre sono partito e sono tornato questa mattina, 18 ottobre. Un mese. E chi l'avrebbe mai detto? Io mi ritenevo fortunato ad avere appena due settimane, il caso, o la fortuna ha voluto che la scuola mi incominciasse domani...
Allora... Che ho fatto in questo mese? Riassuntino, ho vissuto da solo nella casa disabitata di mia nonna che adesso sta in una casa di riposo a due passi da li... Ho pranzato quasi tutti i giorni dagli altri miei nonni che si sono abituati ad avermi intorno e quasi piangevano quando me ne sono andato :) mentre la sera mi arrangiavo da solo...
I pomeriggi li passavo con la mia fanciulla, il primo giorno è stato fantastico, quasi magico, appena mi ha visto mi è saltata addosso e mi ha baciato, dicendomi che doveva farlo perchè se no non credeva ai suoi occhi... Ha cominciato a piovere, una leggera pioggierella come quelle estive, con il sole, e abbiamo trovato riparo nel giardino di una casa che sembrava abbandonata, il numero 12 di via san michele... Li abbiamo passato una bella giornata... il giorno dopo ci siamo ridati appuntamento li ma abbiamo scoperto che non era affatto abbandonato XD ops... I giorni seguenti il tempo si è guastato e li abbiamo passati praticamente tutti a casa "mia", vivendo da solo mi sentivo il padrone di casa, e ancora una volta è tornato l'argomento sesso... Dio quanta voglia, da entrambe le parti... Io con i miei principi morali del cazzo non me la sono sentita, lei è stata molto comprensiva e dice che va bene così, io lo faccio per lei, spero l'abbia capito... Ma questo non vuol dire che ho fatto il santo come l'ultima volta... Qualche soddisfazione ce la siamo tolta... E proprio in quei momento dimenticavo i miei principi morali, quando ero con lei la mia mente cessava di pensare razionalmente ed ero pronto a fregarmene, l'unica cosa che mi frenava dal farlo era la mancanza di protezioni, e quando se ne andava, smettevo di pensare col cazzo e riattaccavo la presa del cervello e ricordavo a me stesso che è giusto così...
Poi si è risolta la questione del tenere segreto il nostro rapporto, l'unico motivo e che non devono saperlo i suoi o sono problemi, sono molto severi e le vietano di uscire con i ragazzi, non l'avrebbero più fatta uscire di casa se avessero saputo... Perchè ai sui amici e i suoi compagni invece l'ha detto, ora praticamente tutti i coetanei lo sanno, l'importante è che non arrivi la voce ai suoi o a qualcuno che glie lo vada a raccontare... Comunque, sono stati giorni stupendi in cui abbiamo rafforzato il nostro legame, il 16 abbiamo fatto già 2 mesi e sono felice che abbiamo potuto festeggiarli insieme, i prossimo non sarà possibile, non so adesso quando la rivedrò, forse a natale, per ora saremo solo una voce al telefono, ma mi basta per essere felice...
postato da: hellman alle ore 23:55 | link | commenti (3)
categorie:
mercoledì, 16 settembre 2009

Alla prossima...

E dunque oggi ho finalmente fatto il biglietto. Venerdì 18 settembre alle 11:45 sarò sul treno che mi porterà, di nuovo, in sicilia.
Adesso è solo una questione di sopravvivenza, perchè sarò solo per 2 o più settimane, non so quando ritorno. Non so cucinare, non so lavarmi i vestiti, non so fare un accidente, dovrò aprire corrente elettrica, l'acqua, gas e tutte le cose che sono state chiuse, perchè la casa doveva rimanere disabitata almeno fino a natale. Spero di riuscir a far funzionare lo scaladabagno perchè se no saranno docce fredde...
Due settimane. Mio padre prima di prenotare il biglietto mi ha chiesto un ultima volta se ne vale la pena. Cazzo, scusa se te lo dico pa, ma se voi vi decidavate a darmi il permesso prima invece di farmi rimandare così tanto allora si che ne sarebbe valsa veramente la pena, ma siccome vi siete decisi solo adesso ora non chiedetemi se ne vale o no la pena, me ne sbatto se vale o no la cazzo di pena, ci vado comunque. Sempre meglio di niente, sempre meglio che restare qui con le mani in mano e la depressione, sempre meglio che buttarli qui questi cazzo di 15 o più giorni.
Dunque vado. E lei sembra contenta. Sembra davvero che quello dell'altra volta sia stato solo un momento di... di cosa? Beh una cazzata, ma gli è passata a quanto sembra. Adesso non ho più dubbi che mi assillano inutilmente. Venerdì mattina parto, e non so quando ritorno, soprattutto non so se scriverò ancora prima di venerdì dunque non so se salutarvi adesso o meno, ma tanto che importa, vi lascio con un "alla prossima" che sia domani o tra un mese chi se ne frega no?


F.p.s.: se sei un fottuto lettore sventurato che capita da queste fottute parti per un fottuto caso, magari vorrai leggere il fottuto racconto delle mie fottute vacanze, scritto qui sotto in qualche fottuto capitolo, se no fottiti, ma è un racconto fottutamente carino penso... se no fottiti di nuovo. Fottuti saluti,

Fottutamente Hellman.
postato da: hellman alle ore 03:34 | link | commenti (1)
categorie:
domenica, 13 settembre 2009

Ma certo, qualcuno ha deciso che devo essere infelice per forza!! Basta, non ho scelta, o sono infelice o la morte, dato che è stato deciso così non posso oppormi, sono condannato.
Cristo ho passato gli ultimi giorni a deprimemermi come un dannato, e poi ho moltiplicato l'effetto per fare pietà ai miei genitori. Stavo male da morire perchè volevo tornare in sicilia ma la cosa sembrava impossibile. E adesso, adesso finalmente ho smosso un po' gli animi dei miei, non dormivo, non mangiavo, non sorridevo, non avevo voglia di fare niente, sguardo assente, espressione vacua, gli ho fatto tanta pena che alla fine han detto che piuttosto che vedermi così mi facevano le valige loro stessi. Questo è successo oggi. E dunque adesso ho la possibilità di ottenere quello che volevo.
Ma dimenticate che non sono normale, e tutto a un tratto, tutte quelle cose che mi avevano detto per farmi rassegnare a non partire, tutte quelle dannate cose acquistano un senso solo adesso e quasi mi è venuto da pensare che forse non ne vale davvero la pena! Non è possibile ragionare così. Come se sentissi di non meritare davvero ciò che volevo. Adesso che ci penso non è la prima volta che faccio così, fa parte dei miei problemi di autostima, non penso di esser mai degno di avere ciò che voglio, non sono nessuno non me lo merito. Cazzo è difficile da capire e spiegare ma è così.
Ma, siccome sono deciso a fidarmi una buona volta di me, mi sono imposto di andarci, nonostante tutti questi complessi di inferiorità, per una volta voglio credere che posso farcela. Ma... L'infelicità. Poco più di mezz'ora fa mi ha chiamato lei, la ragione per cui voglio andare li, e la prima cosa che ho fatto è dirgli che forse venivo... Adesso immaginate la risposta:

"Non venire"

é scoppiata in lacrime dicendo stronzate come "non ti merito"
Cosa dovevo pensare? Una sola cosa. Non vuole che vada, dunque o mi prende per il culo dicendomi ogni giorno che soffre anche lei per la lontananza, che gli manco e che mi ama, e sono stronzate che dice per farmi contento. O è successo qualcosa che vuole tenermi nascosto, per esempio, la prima cosa che poteva venirmi in mente è che ha conosciuto qualcuno, che magari non sa neanche della mia esistenza, con cui ci sta provando o ci sta già facendo qualcosa. Dunque si sente un verme per il tradimento e per questo mi ha detto che non mi merita.
Al che gli ho detto seriamente di dirmi se c'è un motivo valido per cui non dovrei andare, così almeno mi sarei risparmiato tempo e denaro facendole capire che era una faccenda seria. Ma niente, non ha un motivo, o se ce l'ha non vuole dirmelo, e dopo un po' di conversazione l'ho fatta ragionare, dicendole che quello che stava dicendo non aveva senso eccetera, e con la serietà più seria al mondo gli ho chiesto di nuovo se c'era un motivo, e lei, con quella che penso sia la verità, ha detto che no, non c'era, che non sa cosa gli è preso e che si, dovevo venire.
L'ultima parte di conversazione mi è sembrata sincera e per questo ci andrò, ma cazzo se adesso non ho mille dubbi che mi trapassano la mente... Non so più che pensare, che non è tanto sana di mente già lo sapevo però...
postato da: hellman alle ore 21:06 | link | commenti (2)
categorie:
giovedì, 10 settembre 2009

Così la Fine... e poi Odio.

E dunque fine. Lei mi ha chiesto di restare insieme, nonostante sapesse che io ero contrario alle relazioni a distanza, perchè gli ho fatto leggere i miei messaggi e le ho raccontato della ragazza della chat, quindi non glie l'avrei mai chiesto, ma visto che l'ha fatto lei ho acconsentito, perchè l'unica cosa che voglio è che lei sia felice e se mi dice che vuole restare insieme io allora sono felice che sia così anche se sarà dura... Adesso sono qui a milano. Ho preso il treno il 27 agosto, significa che siamo stati insieme poco più di 10 giorni. Ma perchè ho preso quel maledetto treno? Perchè sono uno stupido schifoso idiota. Mi odio per come sono e per la prima volta nella mia vita mi sento così maledettamente male che la prospettiva della morte mi alletta veramente come non mai. Mi manca da morire, pensavo che me ne sarei fatto una ragione, pensavo che menefreghista come sono me la sarei dimenticata subito eppure non è così, fa male e basta. Ogni giorno di più, quando pensavo che col tempo sarebbe andata meglio sta peggiorando. Soprattutto da come si sono messe le cose dopo che sono arrivato qui.
é inimmaginabile che un individuo a fine agosto non sappia ancora che diavolo vuole dalla vita scolastica. Ho fatto la maturità lo sapete, ho preso un cazzo di diploma e l'unica cosa che mi restava da fare era scegliere cosa cazzo fare dopo. E vi pare che io, l'eterno indeciso, sconsiderato, idiota avessi le idee chiare su cosa cazzo fare? NO, sapevo solo che avevo due alternative, una molto semplice, quella di fare il quinto anno di liceo, come chi già sa ho fatto l'artistico, sezione tradizionele, quella sezione in cui si fanno solo 4 anni in cui ci si diploma, più un quinto anno facoltativo, in cui si fanno quelle materie in più che durante i quattro anni non abbiamo fatto. E la seconda scelta, un po' più difficile e impegnativa era quella di andare all'accademia di belle arti di brera. Dio quanto desideravo andarci, e infatti era la scelta presa, ma pensate che mi fossi informato sui corsi? pensate che avessi un'idea chiara sul corso a cui iscrivermi? Avevo la minima idea di fare la cosa giusta? NO! Sono venuto così presto a milano solo per fare quel maledetto pre-test di ammissione, che alla fine non ho neanche fatto... A soli due giorni dal test ho avuto la cortezza di cercare informazioni su quello che stavo per andare a fare e mi sono accorto che dopo tutto non era la cosa giusta per me. O per lo meno che non ne ero sicuro. All'improvviso troppi dubbi, troppe ansie. No, non potevo fiondarmi  in questa cosa senza essere sicuro che fosse la scelta giusta e che non avrei mandato a puttane la mia vita, perchè dopotutto la mia vita sarebbe dipesa da quello, la mia vita lavorativa intendo... Una faccenda troppo seria per metterci il naso sensa aver considerato prima la cosa, e così mi sono fatto un esame di coscienza. Ero troppo indeciso, così non poteva essere. Un anno in più per schiarirmi le idee, per pensare a cosa voglio veramente mi avrebbe solo fatto bene, e così alla fine mi sono iscritto al quinto anno di liceo, meglio così che rischiare di buttare un anno accademico... Ma da qui viene la mia attuale sofferenza, mi sono messo l'anima in pace per la questione scuola, ma proprio questa scelta mi sta facendo dannare sul lato sentimentale, e di conseguenza sull'odio che provo nei miei confronti. Iscrivendomi ho saputo che l'anno scolastico inizia dopo ottobre. OTTOBRE!!! Sapete cosa significa? Provate a pensare... Se avessi saputo prima, se avessi fatto quel che andava fatto quando andava fatto, se non fossi così stronzo con me stesso da sbattermene del mio futuro solo per pigrizia... se solo avessi preso questa decisione tempo fa, io a quest'ora non sarei mai salito a milano per fare quel maledettissimo test, no, sarei rimasto li, fino ad ottobre. Io adesso dovrei essere li con lei. Adesso avrei potuto stringerla tra le braccia, allungandomi la vacanza di un mese. Sarei potuto tornare il 27 settembre invece che il 27 agosto e adesso, per colpa della mia stupidità sono qui, a casa 24 ore su 24 a deprimermi... Sono qui. Che cosa devo fare con me? Cosa?
postato da: hellman alle ore 18:39 | link | commenti
categorie:
martedì, 08 settembre 2009

Cap 7_Insieme, o quasi...

Questa è la settima ma non ultima parte del racconto delle mie vacanze, se avete tempo da perdere e volete capirci meglio, leggetela dall'inizio, se no chissene...

Wow non ci potevo credere, ce l'avevo fatta, quando sembrava impossibile, quando mi ero rassegnato e invece... Mai, mai perdere la speranza, mai scoraggiarsi davanti alle difficoltà, davanti alla paura. Ormai lo so, e mi comporterò sempre di conseguenza... Comunque... Adesso satavamo insieme... o quasi.
Nei giorni seguenti i miei sono ripartiti per milano, io sono rimasto con mia sorella, la casa tutta per noi. Inutile dire che che abbiamo passato le giornate li, a "sperimentare" tutte le camere di quei tre piani, ma non pensate male, non abbiamo fatto niente, per scelta. Capitemi, lei ha solo 15 anni mentre io ne ho 18, è troppo piccola non avrei mai potuto neanche chiedergli di fare niente, non gli ho mai messo le mani addosso, non il culo, non il seno, non l'ho mai neanche sfiorata li... Non l'avrei fatto neanche se me l'avesse chiesto, ma comunque non l'ha fatto, e io sapevo come la pensava. Lei è bella, davvero bella, ha avuto un infinità di corteggiatori, un infinità di ragazzi, di storie, e tutte hanno portato alla rottura, tutte per un motivo, il sesso. Era stanca di tutti quei ragazzi che la vedevano come un oggetto, che volevano solo quella cosa. Voleva essere apprezzata per le sue buone qualità, per quello che è dentro, non chiedeva altro, e io ero in grado di farlo, l'ho fatto, e lei mi ha amato soprattutto per questo, felice di aver trovato un ragazzo così bravo che rispettava le sue esigenze, che la rispettava come persona... Lo so, non faccio la figura del modesto ma è quello che sono e ne vado fiero.
E dunque passavamo le giornate a casa mia, ogni volta su un letto diverso a parlare, baciarci, baciarci e soprattutto baciarci, momenti bellissimi quelli, ancora riesco a sentire il suo prifumo quando ripenso, lei sdraiata sul letto e io sopra di lei, che dalla bocca mi sposto piano verso il resto del viso con piccoli tocchi delle labbra, sul naso, le guance, i lobi delle orecchie... per poi scendere giù sul collo dove ogni tanto lasciavo un segno del mio passaggio... E sentirgli rizzare i peli sulle braccia vittima dei brividi... Si, giornate perfette... Giornate... e la sera? Che succedeva la sera? Un tormento continuo... Forse l'unica cosa che non va nel non nostro rapporto, cosa che mi ha fatto pensare, star male.
La sera uscivamo, con gli altri, e lei... lei non voleva far sapere a nessuno della nostra relazione. Nel senso che non voleva renderla pubblica, nel senso che passavamo le serate in piazza e io mi deprimevo al pensiero che non potevo starle troppo vicino, che non potevo tenerla per mano, baciarla... Ma era una sua decisione e io, io non potevo fare altro che rispettarla... Il motivo che mi ha dato è che gli dava fastidio la reazione della gente... che non poteva sopportare i commenti, i sorrisetti idioti e stronzate simili... Non ci credevo, non ci credevo affatto. Insomma, dice di amarmi eppure sembra che quelo che pensi la gente sia più importante! Com'era possibile? Capivo che in un paesino così piccolo se ne sarebbe sparlato per mesi, e che non voleva che lo venissero a sapere i sui genitori, ma uno sforzo poteva farlo...
Cazzo, di li a pochi giorni me ne sarei andato, non c'era tempo, dovevamo sfruttare ogni secondo ma sembrava non capirlo. Per rubargli un bacio dovevamo aspettare di trovarci soli... La cosa mi deprimeva, tanto che passavo quelle serate con la faccia da funerale e quasi non le rivolgevo la parola... La mia mente di nuovo tormentata dai dubbi, uno in particolare era terribile... Possibile che si vergognasse di me? Si insomma era plausibile, sono un mostro praticamente, e in più con il mio stile da metallaro, da barbone quasi, capelli lunghi, magliette dei gruppi, bracciali di borchie... Piùttosto singolare in un paesino minuscolo in cui gigi d'alessio regna sovrano e la "musica" House è all'ordine del giorno... Dove la gente mi chiama jesù... Si, doveva essere così... E che altro dovevo pensare? Scommetto che se si fosse messa con quell'altro ragazzo che le piaceva tanto non si sarebbe comportata così, perchè infondo di lui era cotta conoscendolo solo di vista, mentre di me si è innamorata conoscendomi, scoprendo che sono bello dentro, ma disgustoso fuori... In più mi sentivo come una ruota di scorta, ovvio, sembrava essersi accorta di me solo quando l'altro ragazzo era partito... che altro potevo pensare, ma mi accontentavo, infondo era quello che volevo, e tanto non sarebbe durata, mi sarei solo divertito... ma alla fine mi sbagliavo. Ne abbiamo parlato, dopo aver trovato il coraggio di chiederglielo, ho compreso bene le sue preouccupazioni le sue motivazioni e sono riuscito a rispettarle... anche se... l'ultima sera è stato il colmo. L'ultima dannata sera, il giorno dopo sarei partito, e le avevo giustamente chiesto di passarla insieme... soli. All'inizio acconsente ma poi... poi senza dirmi niente si presenta con le sue amiche intenzionata a passare una serata in piazza come le altre. Che delusione... Non capirò mai questo suo comportamento. Non le ho rivolto la parola per tutta la sera. Le uniche parole che sono riuscito a dirgli sono state a fine serata: "ti avevo chiesto un ultima, unica serata insieme, soli, era uno sforzo così grande?" E per darmi il contentino mi ha trascinato al luogo storico decisa a farsi perdonare ma una volta li non sono riuscito a far niente, ero troppo in collera, troppo incredulo che mi avesse fatto una cosa del genere...
Se non fosse stato che la sera era solo una piccola parte del tempo che passavamo insieme, e che il resto lo passavamo come era giusto che fosse, perchè di giorno mi faceva dimenticare tutto, di giorno era diversa, era comletamente mia... Abbiamo parlato seriamente di questo suo comportamento e alla fine ho capito, almeno in parte, quello che le passava per la zucca, e ho deciso dovevo che adeguarmi se volevo stare con lei...
postato da: hellman alle ore 03:33 | link | commenti (1)
categorie:
domenica, 06 settembre 2009

Cap 6_Il luogo storico

Queta è la sesta parte del racconto delle mie vacanze, se vi interessa leggerlo dall'inizio trovate i capitoli precedenti qui sotto, se non vi interessa, non piango tranquilli...

E quindi avevo rinunciato alle isole nonostante fosse chiaro che non avrei combinato niente con lei... Ma adesso so che è stata la decisione più difficile ma giusta che abbia mai preso. Il 16 agosto, con l'intera compagnia di ragazzini, siamo andati a cercare una loro amica a casa sua, e siamo passati davanti a un luogo in cui non so quanti anni fa ho dato il mio primo "bacio" ad una ragazza. Passando mi sono fermato davanti al muro in cui un tempo mi sono ritrovato spalle al muro con quella ragazza intenta ad esplorarmi la bocca con la lingua... A quanto pare avevo lo sguardo perso nel mondo dei ricordi perchè Lei l'ha notato e mi ha chiesto che avevo... e così glie l'ho raccontato. Ne abbiamo parlato un po' e abbiamo finito col soprannominare quella piazzetta davanti ai resti della chiesa di san michele, "il luogo storico" per via di quell'avvenimento storico... Poco dopo ce ne siamo andati, ma ci siamo ripassati al ritorno, sempre con il resto della truppa, che si sono fermati nelle vicinanze a cazzeggiare un po'. Senza un motivo preciso mi sono messo con le spalle al muro nello stesso punto del primo bacio, e lei mi si è avvicinata e ha cominciato a giocare con delle strane foglie che mi si appiccicavano alla maglietta e lei si divertiva a fare disegnini.. e così era li, così vicina, che mi parlava di non so più cosa, con quella voce all'improvviso così suadente, e il mio sguardo perso su quelle labbra che si muovevano quasi a rallentatore, il resto dl mondo è sconparso, nella testa un ronzio, non seguivo neanche le sue parole avevo in mente un solo pensiero, volevo baciarla, dovevo baciarla, morivo dalla voglia, una voglia fottuta!
Ma ho cominciato a farmi dei complessi idioti nella mente, ero tormentato dai dubbi, me l'avrebbe mai permesso? Se avesse rifiutato cosa ne sarebbe stato del nostro rapporto ora che sapeva che la desideravo in quel senso? non volevo perdere quel bel rapporto... Ma, e se avesse accettato? No non era possibile, ma se... Cavolo, comunque se avesse accettato che sarebbe successo? Ci saremmo messi insieme? ma poi come facevamo quando sarei dovuto partire? Ci saremmo separati, e se separarci la facesse soffrire? Ma che tanto non accetterà... Intanto lei parlava, ed era così maledettamente vicina... e poi... siamo stati interrotti, ci siamo fatti distrarre dagli altri e ci siamo allontanati da quel muro... Giuro che se sapessi come insultarmi in cinese l'avrei fatto sicuramente, la mia testa era una ressa di parole che non posso dire adesso, ma che razza di idiota perchè non l'ho fatto? Quando cazzo mi ricapita un occasione così? Quando? Supido stupido stupido!!! Ma... Su una cosa mi sbagliavo, l'occasione è ricapitata, una decina di minuti dopo, in un altro punto del luogo storico, un altra parete.. stessa storia, io appoggiato al muro e lei difronte a me, vicina, troppo vicina che giocherellava con le crepe del muro alle mie spalle mentre dopo aver parlato una ltro po' mi ha chiesto cosa volevo fare... E io... "beh, ci sarebbe una cosa" Non credevo alle mie parole... "Cosa?" Cazzo e ora che dico... la verità... "allora? a che pensi?" E io "No è che... stavo valutando le conseguenze" In realtà le avevo già valutate, stavo solo raccogliendo il coraggio... "Conseguenze? Non capisco, e di cosa?" "kety..." Silenzio. Il suo sguardo mi penetrava. Il mio cuore batteva così forte che temevo lo sentisse, mi sono tolto il cappello pensando che la visiera sarebbe stata d'intralcio... E lentamente le ho detto con voce bassa e profonda avvicinando il volto al suo "Kety... ho una voglia fottuta di baciarti!"
Un sorriso... Era un sorriso? Ha sorriso? Ma che...ma, allora...? E con tutta la forza di volontà del modo per non svenire li sul posto, mi sono avvicinato, sempre di più, e lo stesso ha fatto lei, fino a sfiorarci i nasi che hanno cominciato ad accarezzarsi prima a destra e poi a sinistra cercando l'angolazione giusta per il tanto atteso bacio. Quando le nostre labbra si sono toccate qualcosa mi è scoppiato nella testa e a un tratto mi sentivo così leggero... è stato fantastico, sarà durato due minuti, quando abbiamo sentito le voci degli altri avvicinarsi e ci siamo staccati all'improvviso, ci guardavamo con una nuova luce neglio occhi, in sorrisetto soddisfatto di una nuova intesa... Il 16 agosto 09 poco prima delle otto di sera, il giorno più significativo negli avvenimenti di quella che fino ad allora era stata una patetica vita, se di vita si poteva parlare...
postato da: hellman alle ore 00:56 | link | commenti (1)
categorie:
venerdì, 04 settembre 2009

Cap 5_La rinuncia di Ferragosto

Questa è la quinta parte del racconto delle mie vacanze, se volete cominciare dall'inizio lo trovate qui sotto, se no, non muore nessuno...

Ma c'era ancora una questione in sospeso... Era il 15, e Il 17 sarei partito per fare 8 giorni alle isole eolie... Cazzo non ci volevo andare.
Quel pomeriggio ero con lei, come tutti i pomeriggi precedenti, e le mattine e le sere, ormai eravamo culo e camicia... Eravamo al parchetto dentro la casetta di legno con lo scivolo, a parlare, quando a un certo punto mi guarda tutta seria e mi dice "Non andare" "cosa faccio senza di te" "non voglio che te ne vai, ti prego resta". Con quella tristezza nello sguardo, nella voce...
Io non volevo andare, non ci sono mai voluto andare, vengo li in vacanza ogni anno per stare a monforte e non avrei mai voluto buttare via 8 giorni con quei quattro coglioni... E in più c'era lei, non volevo lasciarla, no. Così, dopo un ora che ne parlavamo le ho detto che non ci andavo più. Il che non era facile. Era prenotato da mesi. Forse avrei dovuto pagare anche se non ci fossi andato. In più, sarebbe stata una grossa delusione per i quattro coglioni... Ma l'ho fatto, tornato a casa sono andato a parlare con loro. Ho annullato tutto. Ho annullato tutto... e per cosa? Per lei? Anche se sapevo che saremo rimasti solo amici? Si, infondo è così anche se io mi ero convinto che lo facevo per me e non per lei. Mi ero convinto che tanto già non volevo andarci prima di conoscerla, e infatti era così, mi sono convinto che lo facevo per me, mi sembrava meno patetico. Quella sera ero depressissimo, e lei se ne è accorta, certo io non ho fatto niente per nasconderlo... Ora si sentiva in colpa per avermi fatto rinunciare a "otto giorno di divertimento alle isole, le ISOLE!!" Cristo prima mi chiede di non andarci e poi si sente in colpa, perchè mi ha visto depresso quella sera e pensava che lo ero per le isole... Non era così. Era la sera della partenza di quel ragazzo e anche se non ne parlavamo io so cosa provava lei quella sera, era una sera fatidica per lei. Il ragazzo che tanto desiderava sarebbe andato via da li a quelche ora... Quella notte abbiamo messaggiato fino a tardi come ogni notte. Voleva sapere perchè io ero così strano quella sera. Le ho scritto che era per la vita in generale. Perchè ero stanco di sentirmi così solo, per via della mia vita sentimentale, che vita non era, avevo bisogno di qulacosa che lei non poteva darmi, di qualcuno.. qualcuno che non fosse una sorella... Ne avevo già troppe. Ovviamente mi riferivo a lei ma l'ho fatto passare per una cosa generale, le ho fatto pensare che volevo cercarmi una ragazza, che ne avevo bisogno...
postato da: hellman alle ore 18:53 | link | commenti (1)
categorie:

Cap 4_Io, lei... e quell'altro...

Questa è la quarta parte del racconto delle mie vacanze, se non volete perdervi l'inizio della storia andate qui sotto e partite dalla prima parte, se no, chissenefrega...

Il colmo è arrivato quando ha cominciato a chiamarmi fratellone. Fratellone!!! Beh potevo essere suo fratello... Non era la sola, lei e le altre ragazzine che frequentava mia sorella mi chiamavano così... Comunque ancora non avevo raggiunto la confidenza che mi serviva per avvicinarmi di più a lei, o almeno fino a quando... Piangeva. Una sera piangeva, aveva il morale sotto terra. Con la scusa di fare il fratello maggiore mi sono avvicinato per chiederle se ne voleva parlare, ci ho messo un po' a convincerla ma alla fine si è aperta. Le piaceva un ragazzo che di li a qualche giorno sarebbe partito, perchè come me era li in vacanza. A quel punto è crollato tutto. Per piangere così doveva essere davvero cotta. Però che pena che mi faceva, tristissima.. E abbiamo parlato, della situazione, le ho dato dei consigli come solo hellman li da, l'ho confortata, e me la sono presa proprio a cuore. Ho deciso senza neanche accorgermene che avrei fatto di tutto per aiutarla a stare bene, così che l'ho spinta a farsi avanti con quel ragazzo, volevo che fosse felice...
Quella sera è nato un legame tra noi, un legame di amicizia come non ne ho mai avuti. Lei poteva parlarmi di tutto come se ci conoscessimo da una vita, e io la ascoltavo, la consigliavo. Quella sera mi ha mandato un messaggio che diceva quanto era triste per la situazione con l'altro ragazzo, ma il messaggio finiva così: "...però se penso che ho trovato un fratellone fantastico sto meglio, basta poco per essere felici, perchè infondo siamo un po' anche noi a scegliere, beh io ho scelto... sono felice adesso, grazie per avermi ascoltato quando ne avevo bisogno, sono sicura che con te potrò sempre parlare... sei fantastico..."
Da quel giorno abbiamo passato un sacco di tempo insieme. Io ormai mi ero rassegnato ad averla in quel senso, mi accontentavo della sua amicizia, mi ci sono affezionato e lei, si è affezionata a me. Eravamo inseparabili... Ma continuava a parlarmi dell'altro, e la sera in piazza moriva ogni volta che lo vedeva... Non sapete cosa vuol dire, cosa ho sopportato... Quante altre persone avrebbero fatto lo stesso? Quanti altri ragazzi sarebbero riusciti a sentirla parlare di un altro, continuamente, consigliandola di provarci prima che fosse troppo tardi? Ovviamente gli ho detto anche che forse era meglio dimenticarlo, perchè se non aveva la forza di fare una scappatella estiva ma ci si fosse affezionata più del dovuto ne avrebbe sofferto alla sua partenza... Io gli ho dato le opzioni, lei doveva solo sceglierne una. E alla fine, è stata questa l'opzione che ha scelto. Ha cercato di non pensare più a lui. E di conseguenza non ne abbiamo più parlato. Intanto è arrivata la notte di ferragosto. la notte della partenza di quel ragazzo. E ora eravamo solo io e lei...
postato da: hellman alle ore 18:16 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 02 settembre 2009

Cap 3_Durante il palio di monforte.

Questa è la terza parte del racconto delle mie vacanze, se volete potete leggere la parte prima e seconda, per capirci meglio, li trovate nei post precedenti a questo, se no, cazzo vostri.

Ma vidi suo fratello nei giorni successivi, e spesso, sempre durante il palio. E ho assolutamente pensato che se volevo conoscere la ragazza potevo servirmi del ragazzino. Così ci ho fatto amicizia, è stato facile, sono simpatico ai ragazzini, lui poteva avere tipo 11, 12 anni non so... Comunque ha funzionato. Una sera che stavo con lui, è comparsa lei, era bellissima. Gli faceva pressione per tornare a casa perchè lui era affidato a lei e doveva riportalo a casa... Così mi sono offerto di badare io a lui e che l'avrei riportato a casa io se non era un problema. Ma ovviamente perchè doveva fidarsi di uno sconosciuto? L'abbiamo convinta a farlo restare di più, ma lei è rimasta con noi per aspettare, e così abbiamo parlato un po', e alla fine li ho riaccompagnati tutti e due fino a casa... quella notte, non ho dormito. Per l'eccitazione forse. Ero riuscito a conoscerla, e mi è piaciuta subito, non solo per l'aspetto ma per lei, lei e basta. E ho pensato a lei tutta la notte. A lei e ad un'altra cosa, un fatto che avrebbe potuto rovinare tutto. Era il 4 agosto, e il 17 sarei dovuto partire per fare 8 giorni alle isole eolie con degli amici del posto. Cosa avrei potuto combinare in così poco tempo? 10 giorni se ne sarebbero andati solo in fase di corteggiamento, e vi ricordo che io non ho mai avuto una ragazza, non ho mai corteggiato, dunque non avevo la più pallida idea di cosa fare nè di quanto tempo servisse... e ho pensato tutta la notte... che cazzo faccio?? Cosa??
E poi rivelazione. L'ho vista la sera dopo in giro insieme a mia sorella (un altra, più piccola di me) e i suoi amici. Dunque era loro che frequentava... E allora era facile, con la scusa di non avere niente da fare mi sono accollato a mia sorella e ho passato la sera con loro e quel ragazzino che stava sempre con sua sorella. A questa si sono susseguite altre sere uguali, l'ho conosciuta meglio, pur dovendo sopportare di passare il mio tempo con quei ragazzini... E poi. Cazzo. Ho scoperto quanti anni aveva. 15. Oddio quanti complessi ho cominciato a farmi... è piccola! Mi dicevo, troppo! Sono rimasto di sasso perchè non si direbbe affatto, se avesse avuto solo un anno in più, mi sarebbe andato bene, ma cazzo, aveva l'età di mia sorella! Sarebbe stato come uscire con mia sorella! Quanti complessi mi sono fatto...

Per sta sera mi son rotto di scrivere, e poi domani devo svegliarmi presto che ho il Pre-test per l'ammissione all'accademia di belle arti, anche se alla fine ho deciso di non frequentarla ma questa è un'altra storia che vi racconterò in seguito... continuo il racconto appena ho tempo, questo è solo l'inizio!
postato da: hellman alle ore 23:46 | link | commenti (1)
categorie:

Cap 2_Durante le vacanze: Monforte

Questa è la seconda parte del racconto delle mie vacanze, se vi interessa leggere la prima parte, prima di leggere questa, andate al post precedente, se no, non importa.

Finalmente ero a monforte. Amo quel posto. Li ho quello che qui non ho. Libertà, compagnia, una vita e relax.
Quest'anno c'era il famoso palio rionale, non ve ne parlo, è troppo lungo da spiegare, in breve, monforte è suddiviso in quattro zone, i "rioni", e ogni non so quanti anni gli abitanti di questi rioni si sfidano in un torneo che comprende varie gare e giochi... é l'unica fonte di attrazione che porta la gente in piazza d'estate, dura giorni... Giorni di gran festa.
Una sera sono andato con mia sorella a e mia cugina nel paese sopra monforte, nel bar che frequentano sempre. Mi annoiavo, eravamo seduti a un tavolo e loro due parlavano con i loro amici. Io ero seduto a gambe incrociate sulla sedia con lo sguardo perso... di fronte a me, qualche tavolo più in la c'era della gente, e tra di loro ho notato uno strano ragazzino che faceva avanti e indietro e una ragazza che ho osservato per un po'. Era niente male. Ma l'ho guardata come guarderei ogni bella ragazza che incontro per strada, con interesse ma con la consapevolezza che non posso fare altro che guardare e che dopo quella sera non l'avrei mai rivista in giro, probabilmente era del posto e non di monforte... A fine serata me ne sono andato e addio...
Qualche giorno dopo, sono andato agli allenamenti di pallavolo della squadra che rappresenta il rione dove abito, al palio, principalmente ci sono andato perchè mia sorella e mio cugino facevano parte della squadra. Mentre loro giocavano io stavo li a far nulla e dei ragazzini giocavano a calcio nella porta infondo al campo, così sono andato a perder tempo con loro, mi sono messo in porta e loro dovevano segnare... Uno di loro ha attaccato subito confidenza con me. Quando, alla fine degli allenamenti, siamo usciti dal campo, ho visto quel ragazzino andarsene con... oddio era con quella ragazza del bar. Doveva essere sua sorella. E poi, faccio mente locale, ma certo! c'era anche lui quella sera, che faceva avanti e indietro da dentro e fuori il bar... ma allora erano di monforte... Ad un certo punto ho iniziato a vederla in un altro modo. Non come una ragazza vista una volta in un bar, ma come una ragazza che potevo rivedere in giro, e chi sa conoscere... Ma sono un codardo, sono timido, non sarà possibile lo so... non accadrà.
postato da: hellman alle ore 22:53 | link | commenti
categorie:

Cap 1_ Inizio Vacanze: Pre-Monforte.

Accidenti... non mi era mai capitato di entrare qui ed avere qualcosa da raccontare... ma c'è sempre una prima volta.
Ho così tanto da raccontare che penso di farlo a puntate, perchè sarebbe troppo lungo per un post solo, e so che i post troppo lunghi scoraggiano alla lettura... Dunque. L'ultima volta vi ho lasciato avevo fatto gli esami, sono uscito con un fantastico 60... qualche giorno dopo sono partito per le vacanze, in sicilia come ogni anno. Più precisamente a monforte san giorgio, un piccolo paesino tra le montagne in provincia di messina. Quel posto ha sempre significato tanto per me.
Nei giorni prima di partire ho conosciuto una ragazza in chat, simpaticissima con cui ho avuto subito un buon legame. Dopo non molto, scherzando, abbiamo cominciato a chiamarci marito e moglie, non mi ricordo neanche più come. E di conseguenza a parlarci come una coppia di sposini in love, ma sempre scherzando, era divertente... Poi è nata questa cosa di mandarci un messaggio romantico ogni sera prima di andare a letto... i miei mesaggi, tramite telefono, erano niente male, modestamente, i suoi, alla fine ho scoperto che li prendeva da brani di canzoni italiane, ma io non me ne sono accorto perchè non ascolto musica italiana... comunque. questa cosa ha continuato anche dopo la mia partenza, tramite telefono, e ormai ci comportavamo come due fidanzatini, e lei... maledetta, dopo un po ha cominciato a parlare di realtà... Si era innamorata. Ma io no. per me è sempre stato solo un gioco. Lei parlava di vedereci. Ma eravamo distanti, lei è di padova io di milano. Anche volendo, sarebbe stato un rapporto a distanza e io... io sono contrario, o almeno, lo ero. Il punto non era la lontananza, ma che io non provavo quello che provava lei e alla fine, glie l'ho detto. L'ho pregata di mantenere quel bellissimo rapporto che avevamo ma niente, è inevitabilmente andato distrutto. Anche se ci parliamo ancora di tanto in tanto, non è più la stessa cosa, e mi dispiace.
Questa è solo una piccola parentesi di quello che ho da raccontare, il resto è più complicato, non riguarda più quella ragazza. Ma un altra. E non virtualmente...
postato da: hellman alle ore 22:28 | link | commenti
categorie:
sabato, 18 luglio 2009

Beh addio. Son in vacanza. A settembre.
postato da: hellman alle ore 20:03 | link | commenti (3)
categorie:
giovedì, 16 luglio 2009

Una giornata sbattiminchiosa

Per l'ennesima volta oggi mi son dovuto svegliare ad una certa ora, per poi andare al bar a comprare quei due dannati biglietti per milano da 2,05 euro. Preso il dannato autobus, presa la dannata metro, e sceso al dannato Missori. Per poi districarmi tra i dannati vicoli che portano alla dannata scuola. Ho varcato la soglia, e quel 60 era li, in tutta la sua miseria, che non si aspettava nessuno stupore. E non ne ho avuto.
Questa è stata, lo giuro, l'ultima volta che ho varcato quella soglia. L'ultima volta che mettero mai piede in quell'edificio. L'ultima volta che mi districherò tra quei vicoli.
Una volta rivarcata quella dannata soglia nel senso opposto, mi sono incamminato per via torino, in direzione duomo. Sono entrato alla fnac, dritto al terzo piano. Ho curiosato tra i libri, e senza trovare quello che cercavo ho chiesto al commesso. Non avevano niente di Clive Barker. Bene. Esco dalla fnac, e mi ritrovo in via torino, che ripercorro in direzione duomo. Una volta in duomo entro alla Mondadori. Cerco. Chiedo. Hanno solo Abarat, di Clive Barker. Ma ce l'ho già. é stato il mio primo libro. Quello che mi ha fatto innamorare prima di lui, Barker, successivamente della lettura in generale. Allora esco, ed entro in galleria, evitando accuratamente i venditori di braccialetti. Vado dritto fino in fondo, dove c'è un altra libreria, non mi ricordo il nome. E anche li niente Barker, esaurito. Torno indietro e mi infilo nel mediastore, scendo le scale e curioso un po' in giro tra i dischi hard rock e heavy e gli strumenti, poi verso le magliette, sto li mezz'ora a guardarle. Alla fine prendo quella di Jimi Hendrix. Qualche giorno prima. Quel giorno. In cui ho dato l'orale. Li in quel posto ne ho presa una dei Led Zeppelin. 20 euro l'una. Ma tanto avevo soldi da spendere. mi son detto che non ha senso continuare a tenerli nel portafogli, li non servono a nulla... Torno a casa.
Pomeriggio. Vado con mia sorella e i miei zii, ospiti in casa nostra, a trovare mia cugina in ospedale. Le vecchie signore fissano quel ragazzo vestito completamente di nero, scarpe, pantaloni, maglietta e anche il cappello. Pensano che la morte sia arrivata a prendere i loro cari che sono venuti a trovare, e gli sorrido. distolgono lo sguardo. Ghigno. Ci sono abituato, la cosa mi diverte.
Intanto mia madre è furente, mi ha dato dello stupido per quel misero 60. Ipocrita, si è solo sentita umiliata davanti alle sue colleghe perchè i loro figli hanno preso molto di più. Ma non lo vuole ammettere, si è vergognata di me. Non la biasimo. Ma che pretende? Lei si è ridotta a pulire i cessi di un asilo nido, a pulire la merda dei bambini che se la fanno sotto.
Non ha il diritto di vergognarsi del mio 60. Sono passato, non sei contenta, madre? Gli brucia ancora per la figuraccia davanti alle colleghe, ma gli passerà. Lo so.
Sono sempre uscito da qualunque scuola con una sufficienza stentata. Sono un eterno mediocre. Ma non me ne frega niente. Quando farò qualcosa che mi piace fare ci metterò tutto me stesso, e se il risultato sarà scarso all'ora mi dispiacerà. Ma non è questo il caso. Mi basta essermelo lasciato alle spalle.

Dopo domani parto.
Abbandono questo posto che tanto odio.

Vado nell'unico posto in cui posso trovare un minimo di pace.
Di ispirazione. Di emozione.

Dopo domani.
Finalmente.

Addio.
Fra.
postato da: hellman alle ore 22:37 | link | commenti (3)
categorie: